3 settembre 2012

Marmellata di... cipolle all'aceto balsamico

Le salse per la degustazione dei formaggi sono senza dubbio golose, ma normalmente un vasetto formato mini ha un costo maxi! Capita a volte di assaggiarle in qualche ristorante come antipasto, ma non vale proprio la pena di comprarle per offrirle agli amici. Tutta un'altra cosa invece farle in casa. In fondo si tratta di marmellate di verdura, con sapori che vanno dall'agrodolce al piccante, ma sempre marmellate sono!
Per questo motivo ho comprato un chilo di cipolle di Tropea (mmm!) e, seguendo all'incirca una ricetta che ho trovato su Petitchef, ho ottenuto i miei primi vasetti di marmellata di cipolle all'aceto balsamico.
La procedura non è difficile ma un po' lunga, perché è necessario far insaporire le cipolle nell'aceto per 6 ore (io le ho lasciate tutta la notte) e poi la cottura è lenta. Però che soddisfazione! E che profumo di cipolle che permane nella cucina! Beh magari questo non piace proprio a tutti... vi consiglio di lasciare la finestra aperta per tutto il tempo della preparazione, magari chiudendo la porta della cucina, e poi accendere qualche candela profumata o qualche incenso per portar via l'odore.

Con queste dosi ho ottenuto un litro abbondante di marmellata, così suddiviso: quattro vasetti mignon (106 ml) che ho comprato su ebay lo scorso anno per i regali di Natale e quattro vasetti della Bormioli quattro stagioni, di cui tre da 150 ml e uno da 250 ml (quest'ultimo non è nuovo: conteneva la marmellata di mia mamma, ma dato che l'ho pappata tutta è tornato riutilizzabile, e meno male: quelli nuovi erano troppo pochi!). Sono stata così fortunata che non ne ho avanzato neanche un po', ma soprattutto non ho lasciato nessun vasetto a metà.

Questi vasetti con le loro belle etichette saranno regalati ad alcuni amici e parenti, ma il vaso più grande è già stato aperto ed assaggiato!


Marmellata di cipolle
(ecco la prova di assaggio... yum!)

Ingredienti:
1 kg cipolle rosse di Tropea
300 g zucchero
1 bicchiere aceto balsamico
1/2 bicchiere rum
1 e 1/2 bicchiere acqua
1 busta fruttapec 2:1

Sbucciare le cipolle e affettarle finemente. In questo procedimento potrebbero essere utili tutti i consigli della nonna, oppure un paio di guanti di lattice (per non avere l'odore di cipolla sulle mani) e un affetta verdure automatico (per non piangere). Metterle in una ciotola, possibilmente con coperchio, e coprirle con lo zucchero, l'aceto, il rum e l'acqua. Chiudere con il coperchio o con un po' di pellicola trasparente, e lasciare riposare per almeno 6 ore.
Prima di preparare la marmellata è il caso di sterilizzare i vasetti. Mettere sul fondo di una pentola piuttosto grande un canovaccio di cotone, sistemare i vasetti in modo che non siano a contatto con l'acciaio, i coperchi, e versare l'acqua. Far bollire il tutto per almeno 10 minuti, quindi estrarre i vasetti e i coperchi e farli asciugare rovesciati su un canovaccio.
Versare il tutto in una pentola molto grande (il composto dovrebbe arrivare ad un terzo dell'altezza della pentola, per evitare schizzi bollenti), aggiungere il fruttapec e cuocere a fuoco lento, mescolando, per circa 20 minuti. A questo punto frullare il tutto con un frullatore ad immersione e lasciare cuocere ancora per altri 10-20 minuti, finché la marmellata non comincerà ad addensarsi. La prova del piattino consiste in questo: se versiamo un po' di marmellata su un piattino, e questa "corre", come farebbe l'acqua, significa che è ancora troppo liquida, mentre se sta ferma, come farebbe una marmellata comprata, significa che è pronta. Se qualcuno ha un termometro da zucchero, la marmellata è pronta quando raggiunge i 105°C.
Versare la marmellata nei vasetti (in questo caso un imbuto di acciaio da conserve sarebbe l'ideale per non sporcarli), quindi chiudere immediatamente con il coperchio e appoggiarli, a testa in giù, su un altro canovaccio. In questo modo la marmellata bollente creerà il sottovuoto nel vasetto e lo sigillerà. Aspettare almeno un giorno prima di muovere i vasetti, quindi conservarli per un massimo di 6 mesi. Se ci arrivano...!

2 commenti:

  1. Complimenti vedo che ti dai da fare .
    Un salutone a Leonardo e alla lady chef Maela
    Ezio Guizzo

    RispondiElimina